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[PC] GRID: Race driver

  • Scritto da cd125cd125 Nessun Commento Comments
    Ultimo aggiornamento: 11 febbraio, 2009

    Ecco finalmente il successore dello storico Toca Touring Car di Codemasters,per gli amanti dei giochi di auto questo è un gioco che non può mancare nella propria collezione, uno sviluppo meticoloso dei dettagli e una longevità davvero buona ne caraterizzano l’anima,ma andiamo più nello specifico con caratteristiche tecniche e specialità.

    Sin dalla prima partita salta all’occhio la somiglianza nei movimenti con Colin McRae Dirt da cui eredita il motore grafico, Neon, con una relativa evoluzione,soprattutto nel settore della fisica dei danni,e quindi rinominato Ego. Ma prima di approfondire i dettagli grafici, guardiamo i menù, veramente ben fatti, si svolgono tutti all’interno della nostra officina che si andrà all’argando con l’avanzare del gioco stesso e la possibilità di vedere i propri bolidi o dalla modalità prestabilita che ci fornisce il gioco(inquadrature veramente belle) o la classica roteazione della telecamera.

    Passando al concreto,il gioco si incentra sulla modalità carriera e come nella maggior parte dei giochi,si inizia con una gara alla guida di una Viper e l’unico obiettivo di questa gara sarà arrivare alla fine, in seguito non avremo neanche la possibilità di acquistare un’auto ma saremo costretti a correre per altre scuderie,questo ci permettera di fare i primi soldi e di risistemare la nostra prima auto ( fra l’altro un’auto americana,che personalmente non apprezzo, avrei preferito la possibilità di scegliere la prima auto, ma ovviamente non si può avere tutto) così facendo creeremo la nostra scuderia, scegliendo il nome e la livrea da assegnare ad ogni vettura.

    Ogni gara ci permetterà di accumulare punti esperienza che ci serviranno per sbloccare eventi più importanti e officine più grandi, la quantità dei punti esperienza guadagnati sarà deciso a priori dal giocatore, che impostando livelli di difficoltà, aiuti di guida e telecamera otterà più o meno punti. Ovviamente in base alla posizione finale otteremo anche dei soldi, in parte dovuti al premio gara e altri dovuti al raggiungimento degli obiettivi sponsor. Gli sponsor ci offrono contratti che dovremo valutare accuratamente per ottenere il maggior guadagno possibile, oltre che ad abbellire l’auto ( personalmente ho tenuto uno sponsor a forma di drago anche se non portava molti soldi soltanto per l’estetica XD ).

    Con l’avanzare della carriera avremo la possibilità di ingaggiare un compagno di squadra che aumenterà i nostri incassi, anche qui saremo chiamati a fare una scelta oculata in base alle potenzialità del pilota e alla richiesta economica di questo, ricordando che sarà fondamentale per il raggiungimento della vittoria della scuderia a fine evento.

    Ritornando al settore grafico, è veramente realistico il livello di dettaglio della fisica degli incidenti e le ripercussioni sulle prestazioni dell’auto sono realistiche anche se la fisica della guida non è hai livelli altamente realistici di GT5 o Forza ma d’oltronde il gioco ha un impostazione molto leggera, non vuole stancare subito il giocatore come può accadere con simulazioni ben più complesse. Altro sistema per aiutare i neofiti dei giochi di guida è il flashback che permette di tornare indietro nel caso in cui abbiamo un incidente grave, questa opzione viene automaticamente disattivata nel caso di livello pro.

    Per quanto riguarda i volanti abbiamo provato a giocare Race Driver: GRID con ben due volanti: il Logitech Driving Force Pro e Logitech G25. I risultati non sono stati quelli sperati: lo sterzo è risultato eccessivamente diretto e non regolabile rendendo l’esperienza di guida piuttosto frustrante, così rischiando di far diventare ogni tentativo di controsterzo una carambola in pieno stile hazzard . Inconvenienti a parte, l’impressione è che il modello di guida di GRID non sia abbastanza profondo da richiedere l’utilizzo del volante, e con un semplice joypad (il migliore è risultato quello per Xbox 360) si toglie poco o nulla all’esperienza di gioco.

    Sbalordente il parco auto che presenta una varietà tale di modelli di guida da far sbizzarrire il giocatore nella scelta, fra drift, corse ufficiali, clandestine fra i monti giapponesi, autoscontri, formule minori e una chicca come la 24 ore di le mans( abbreviata a 24 minuti in questo caso ).

    Conclusione: il gioco risulta essere veramente bello e appassionante, un ibrido fra arcade per lo stile di guida e simulazione per il livello di danni e la grafica, ovviamente il motore grafico ha aiutato molto la riuscita del titolo che ad oggi si impone come uno dei migliori giochi di guida del momento.

    Eccovi il triler:

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