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Spam: un affare da migliaia di dollari

  • Scritto da MurackMurack Nessun Commento Comments
    Ultimo aggiornamento: 18 febbraio, 2009

    Per la maggior parte di noi, spam significa solo fastidio.

    Ma vi siete mai chiesti perché e come arrivano alle vostre caselle decine di email spam al giorno?

    L’università della California ha provato a dare una risposta al motivo di questa grande diffusione di questo fastidioso problema.

    Infatti ha scoperto che i ricavi provenienti dallo spam sono tra i 100 e i 7 mila dollari ogni 24 ore.

    La cifra fa ancora piu impressione considerando che nel mondo solo una percentuale simile allo 0,00001% di chi riceve queste mail cade nel tranello e fa clic sui link presenti nei messaggi ricevuti.

    L’analisi è stata condotta da alcuni ricercatori dell’università che si sono finti spammer per qualche mese, creando di sana pianta un sito Internet fasullo che avrebbe dovuto avere l’obiettivo di vendere i tipici prodotti pubblicizzati solitamente attraverso lo spam che hanno a che fare col sesso.

    Dopo la creazione del finto sito, dove vi è un modulo di registrazione finto, i ricercatori hanno inviato (attraverso l’aiuto della rete Storm, una c.d. Botnet) 450 milioni di messaggi di posta in giro per la rete contenenti link al sito in questione.

    I risultati dimostrano che in realtà gli utenti che cadono nelle trappole dello spam non sono moltissimi, ma nonostante questa bassa percentuale, nel giro di un anno sono riusciti a creare un profitto soddisfacente per chi fa delle truffe online un vero e proprio mestiere.

    L’esempio più recente di spam pericolosa è collegata alla festa di San Valentino, che ha portato con sé il trojan Win32/Waledac pronto a sfruttare la festa degli innamorati per infettarne i computer.

    Il virus si presenta inizialmente come un’email in cui si viene invitati a cliccare e scaricare un tool per la creazione dei tipici “Valentine”, le cartoline di San Valentino.

    Il link contenuto nel messaggio porta ad un file eseguibile che una volta avviato infetta il computer del malcapitato. Dopo aver preso dimora nel computer vittima, il trojan comincia a rastrellare i dati personali dell’utente inviandoli ad una serie di server online.

    Il virus, inoltre, si premura di chiamare i rinforzi, scaricando un’immagine JPG modificata ad arte per contenere il trojan Win32/SillyDl. Una ragione in più per restare sul tradizionale e affidarsi alla tipica scatola di cioccolatini.

    Allora come proteggerci?

    Utilizzando diverse email, creando diversi circuiti di diffusione: una email solo per gli amici più stretti, un’altra solo per il lavoro, un’altra per utilizzi vari, come servizi online.

    Una cosa molto utile è poi l’utilizzo di email temporanee: questo soprattutto quando certi siti chiedono che inseriate la vostra email per fornivi il link al download di un programma o similari.

    Come per ogni cosa: basta prestare molta attenzione a chi fornite e dove inserite i vostri indirizzi email per evitare di essere destinatari di spam.

    A questo consiglio, si aggiunge ovviamente quello di non aprire mai email da parte di indirizzi sconosciuti, soprattutto se sono inglesi o cmq di lingua straniera: la curiosità, in questo campo, è la madre di tutte le cazzate!

    Ultimo consiglio: cercate di non aderire alle famose catene di S. Antonio, le quali molto spesso vengono messe in giro proprio per creare un circolo vizioso tale per cui la stessa email, contenente tutti gli indirizzi di chi hanno aderito, ritorna allo stesso autore, che potrà vendere le vostre email a società criminali per l’invio di spam.


    Discutine sul forum…

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